Identificare precocemente i segnali di disagio negli adolescenti, accrescere la consapevolezza degli adulti e fornire strumenti pratici per intercettare e contrastare le dipendenze, sia da sostanze che comportamentali. Con questi obiettivi, dopo due anni di lavoro sul campo, arriva a compimento “Meet me Up”, progetto promosso dalla Comunità Incontro ETS di Amelia e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Politiche contro la droga e le altre dipendenze.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Nato nel 2024 direttamente sul campo, attraverso campagne di informazione e prevenzione negli istituti scolastici superiori del territorio di Terni e provincia, il progetto ha visto impegnati in prima linea i professionisti dello staff multidisciplinare della struttura terapeutica amerina, il personale scolastico e le famiglie degli studenti. Cuore dell’iniziativa, una piattaforma web innovativa https://meetmeup.it/ che ha consentito di valutare le competenze di genitori e docenti, traducendo le informazioni raccolte in percorsi virtuali, guide scaricabili e in un gioco digitale di edutainment.
I numeri della piattaforma web e l’interesse per i kit informativi
Il sistema di valutazione tecnologico ha permesso di tracciare l’attività degli utenti sul portale, registrando risultati ampiamente soddisfacenti per volume di accessi e interazioni con i contenuti digitali. La piattaforma, in 24 mesi e incentrata su un tema particolarmente verticale come le dipendenze, ha totalizzato un traffico generale consolidato di 4.950 accessi complessivi, traducendosi in ben 10.145 visualizzazioni di pagina totali. Ottimo anche il posizionamento sui motori di ricerca, con 1.656 impressioni rilevate tramite Google Search Console.
Il vero fulcro dell’interesse di famiglie e docenti si è concentrato sulle risorse pratiche di supporto, che hanno registrato complessivamente 977 interazioni digitali. Tra queste, si contano 355 accessi specifici al gioco interattivo di edutainment e ben 622 download delle guide informative in formato PDF.
Analizzando nel dettaglio i dati relativi ai kit informativi, emerge come i genitori abbiano cercato supporto soprattutto sul tema dell’adolescenza, che guida la classifica dei download con 83 aperture. Seguono le guide dedicate all’alcool (76 download), alle sostanze (70 download), al tabacco (62 download) e ai media digitali (58 download). Per quanto riguarda il personale scolastico, la risorsa più scaricata è stata la guida dedicata al rapporto con i genitori (72 download), seguita dai vademecum su alcool (54 download), sostanze (52 download), tabacco (48 download) e media digitali (47 download). In totale, la consultazione complessiva tra guide e edutainment ha raggiunto quota 1.599 accessi.
Sbalzi d’umore, calo scolastico e insidie digitali: ecco come famiglie e scuole di Terni intercettano il disagio giovanile
Attraverso la somministrazione di un questionario anonimo – compilato da 74 insegnanti e 81 genitori, in larga parte donne e di nazionalità italiana – sono emersi dati significativi su come gli adulti percepiscano i segnali di disagio e i pericoli legati alle dipendenze.
I campanelli d’allarme (Red Flags)
Gli sbalzi d’umore e i cambiamenti relazionali rappresentano i primi segnali intercettati dagli adulti, legati a forme di dipendenza o uso di sostanze. Il 56,8% dei familiari nota sbalzi d’umore nei figli, mentre una percentuale ben più alta, pari al 76,5%, riscontra variazioni profonde nelle relazioni familiari, caratterizzate da isolamento o aggressività.
La scuola si conferma un osservatorio privilegiato: il 71,6% dei docenti rileva un calo nel rendimento scolastico degli alunni e il 79,7% nota modifiche comportamentali evidenti, come disattenzione e impulsività. Anche la sfera sociale subisce forti scossoni: il 77% del personale scolastico osserva mutamenti radicali nelle relazioni sociali dei ragazzi, una percezione speculare a quella dei familiari, che nel 75,3% dei casi evidenziano variazioni negative nella frequenza e nel rendimento nello sport, negli hobby o nello studio.
Il confronto sulla percezione del pericolo tra fumo, alcol e droghe
Il report mette in luce una forte consapevolezza sui rischi legati alle sostanze stupefacenti tradizionali, ma evidenzia alcune spaccature culturali quando si parla di alcol o fumo.
Sul fronte del tabacco, l’utilizzo di Svapo ed E-cig è ritenuto dannoso dal 79,7% del personale scolastico e dall’88,9% dei familiari, così come il fumo passivo al chiuso, considerato pericoloso dal 74,3% dei docenti e da una larghissima maggioranza di genitori (95,1%). Tuttavia, l’abitudine di fumare appena 2 o 3 sigarette a settimana viene sottovalutata da una parte del mondo della scuola: la ritiene rischiosa solo il 56,8% dei docenti, contro il 77,8% delle famiglie.
Discrepanze ancora più evidenti emergono sul consumo di alcolici. L’uso saltuario di alcol è percepito come dannoso dal 62,2% degli insegnanti, ma solo dal 48,1% dei familiari; al contrario, il 44,4% dei genitori si dice in disaccordo sul fatto che un consumo sporadico sia pericoloso, mentre il 7,4% si dichiara indeciso. La percezione del rischio sale nettamente quando si passa a un consumo di 2 o 3 drink a settimana, considerato pericoloso dal 66,2% dei docenti e dal 90,1% dei genitori, fino a raggiungere la quasi totale unanimità di fronte all’abuso disfunzionale in occasione di feste ed eventi, condannato dal 90,5% dei professori e dal 98,8% delle famiglie.
Per quanto riguarda le sostanze stupefacenti, la tolleranza si azzera. L’utilizzo sporadico di Marijuana o Hashish è ritenuto dannoso dall’89,2% del personale scolastico e dall’88,9% dei familiari. Il picco di gravità si registra per sostanze come Cocaina e Amfetamine, dove la percezione del rischio è massima e assoluta, attestandosi al 95,9% per gli insegnanti e raggiungendo il 100% tra i genitori.
I pericoli del mondo digitale e del gioco online
Il monitoraggio ha dedicato un’ampia sezione anche alle dipendenze comportamentali legate alla tecnologia. L’uso prolungato di social network e videogiochi (oltre le due ore al giorno) desta forte preoccupazione: per i social, il rischio è percepito dal 73% dei docenti e dal 71,6% dei genitori; per i videogiochi, la percentuale si attesta al 73% per i docenti e sale al 79% tra i familiari. Altissima, infine, l’allerta nei confronti dell’accesso alle scommesse e al poker online, una minaccia riconosciuta dall’85,1% del personale scolastico e da ben il 96,3% dei genitori.
Strumenti concreti per la protezione dei giovani
I dati raccolti non rappresentano solo una fotografia statistica, ma il motore stesso del progetto: sono serviti e serviranno a implementare costantemente gli scenari del gioco di edutainment, ad aggiornare i contenuti della piattaforma e a calibrare i futuri interventi sul territorio. L’obiettivo raggiunto da “Meet me Up” è stato quello di fornire al mondo della scuola e alle famiglie gli strumenti protettivi, immediati e “smart” per saper dialogare con il mondo giovanile e agire tempestivamente davanti ai fattori di rischio.
Uno strumento, nato dalla professionalità e dall’esperienza dell’equipe multidisciplinare della Comunità Incontro di Amelia che, a due anni dall’avvio, si candida a diventare un format esportabile a livello nazionale.











