“CoBrA. Dalla materia al segno” è il titolo del la mostra a cura di Pasquale Fameli allestita nella Sala Ronchini del Caos di Terni. In esposizione opere, provenienti sia dalle collezioni del museo intitolato ad Aurelio De Felice sia da altre collezioni private italiane, degli esponenti più celebri del gruppo come Pierre Alechinsky, Karel Appel, Constant, Guillaume Corneille, Christian Dotremont e Asger Jorn, ma anche di artisti a loro molto vicini come Jean-Michel Atlan e Raoul Ubac. Il percorso espositivo è arricchito da cataloghi d’epoca, manifesti, locandine ed esemplari di riviste redatte dalla stessa compagine nonché di un omaggio a Christian Dotremont, poeta e intellettuale ideatore del nome del gruppo – ricavato dalla fusione delle prime lettere delle tre città di provenienza dei suoi principali esponenti: Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam – e teorico del gruppo stesso. Nel catalogo, realizzato appositamente per la mostra, è presente un testo di Carlo Terrosi incentrato proprio sulla figura di Dotremont.
“La mostra CoBrA. Dalla materia al segno” si sofferma sulle ricerche grafiche, spiega il curatore Pasquale Fameli, sul linguaggio grafico degli artisti di CoBrA che sono stati molto attivi come gruppo dal ‘48 al ‘51, ma che poi hanno continuato individualmente a lavorare, sviluppando appunto quei linguaggi che sono stati già messi a fuoco, quella poetica che era stata già messa a punto tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta del secolo scorso. Si tratta di una particolare declinazione figurale dell’informale, quindi che non arriva all’informalita’ pura, ma che mantiene ancora queste persistenze figurali ridotte ovviamente a nuclei, a embrioni di pura materia che però, in questo caso, diventano una materia liquida. Non più una materia spessa, grumosa, densa come quella della pittura informale, ma che attraverso la grafica inevitabilmente deve diluirsi e quindi trovare poi una propria specificità sulla base anche dello spessore del supporto quindi del foglio, della carta che va occupando, riflettendo in qualche modo i valori fisici del supporto stesso. Ci tengo a precisare che un piccolo omaggio all’interno della mostra è stato fatto a Christian Dotremont che è un poeta, un intellettuale ed è stato l’anima teorica di CoBrA. È stato anche l’ideatore del nome del gruppo che viene dalla fusione delle iniziali delle città di provenienza dei principali esponenti: Copenaghen, Bruxelles Amsterdam. Dotremont aveva messo a punto, in tempi molto precoci, questa forma di scrittura a semantica di questi logogrammi, come li chiama, che sono appunto delle poesie dipinte, segni che spesso non hanno un significato immediato, ma appunto un significato evocativo. Quindi delle calligrafie astratte. Ovviamente il corpus di opere presenti in questa mostra viene in parte dalle collezioni di grafica del museo d’arte contemporanea Aurelio De Felice con l’intento di valorizzare il patrimonio del museo e poi è integrato, ovviamente, con opere che vengono da collezioni private italiane”.
“Questa è una mostra coraggiosa, ha commentato il coordinatore del Caos Chiara Ronchini, una mostra importante nel segno della libertà espressiva totale. È qualcosa di veramente energetico, non perdete l’occasione di vivere questo movimento che ha fatto la storia dell’arte contemporanea”.
L’ingresso alla mostra, aperta fino al 12 settembre, è gratuito: dal giovedi alla domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.











