Non cambia idea il sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli riguardo alla questione delle Mole: “Rimarrà dei narnesi, tutti ne devono esserne certi”. Al termine del Consiglio comunale di stamattina nel quale si è parlato proprio del futuro delle Mole, con la presenza anche del rappresentante della famiglia Caponi; loro vantano un titolo di proprietà su quei terreni, non c’è stato alcun passo indietro da parte del Comune.
Il Sindaco: “Andremo alla definizione di una gara per l’assegnazione della gestione di quei bellissimi spazi. E poi guarderemo avanti. Quella è una zona demaniale e per definizione assoluta, pubblica, che i narnesi potranno frequentare”. Il sindaco Lucarelli mantiene la sua linea che è quella della amministrazione ormai da tempo ma è anche vero che Caponi e la sua famiglia sono in possesso di carte con le quali rivendicano proprietà. Proprietà che comunque erano state date in concessione al comune.
I Caponi non hanno intenzione di deflettere: loro vogliono, nella propria idea, sfruttare l’area da un punto di vista turistico, farci luogo di ritrovo importante e per questo ci hanno messo già qualche migliaio di euro. D’altra parte solo l’anno scorso i visitatori intercettati dalla cooperativa che ha gestito la zona di Stifone/Mole sono stati circa quaranta mila, un numero impressionante dal momento che quell’area è stata lanciata solo qualche tempo fa.
Il sindaco in Consiglio comunale è stato chiarissimo ed ha letto i documenti dell’avvocato comunale, pieni di inevitabili tecnicismi ma ha sottinteso la ferma volontà di non farsi passare sopra da chicchessia, foss’anche la famiglia Caponi.
Stando così le cose inevitabile il ricorso alle carte bollate, il ricorso al Tar ed, eventualmente, al Consiglio di Stato. Quanto potrà durare la questione? Un paio d’anni. La paura che l’impasse possa bruciare la gallina dalle uova d’oro delle Mole ha convinto la minoranza a fare appelli perché le parti inevitabilmente si mettano d’accordo: “Le cose devono essere discusse tra gli interessati e poi trovata una sintesi – dice Sergio Bruschini, consigliere della minoranza – sarebbe sciocco che ci siano di mezzo gli avvocati e che tutto si blocchi”.










