di Chiara Furiani
Sarà pure la location altamente suggestiva che scioglie l’animo.
Ma è indubbio che Antonio Di Martino è riuscito a sposarsi perfettamente con l’ambiente circostante, e ha saputo trasportare il pubblico altrove, creando un’atmosfera intima, quasi magica.
Senza dubbio le rovine del Ponte di Augusto sono un palcoscenico naturale di immenso fascino, un plauso a chi in questi ultimi anni ne ha compreso finalmente le potenzialità.
Immerse nel verde e in prossimità del fiume Nera, sembrano custodire mille storie, le memorie di chissà quanti pellegrini del passato che da qui devono essere transitati affascinati dalle antiche vestigia romane.
E come novelli viaggiatori del Gran Tour, tante persone hanno riempito il pratone di fronte ai pilastri crollati dell’antico manufatto per il concerto di Antonio Di Martino organizzato domenica pomeriggio nell’ambito della rassegna “Suoni Controvento”.
Superata la breve fase del connubio con Colapesce e passata la sbornia sanremese del 2021 dopo l’insperato successo di “Musica Leggerissima”, assurta a vero tormentone, i due cantautori siciliani hanno ormai da tempo deciso di percorrere di nuovo strade separate, scegliendo anche di tornare maggiormente a una proposta musicale meno da classifica.
Di Martino è arrivato a Narni con la sua chitarra, accompagnato solo da un tastierista e da un violinista, ma la formula in trio, pur ridotta, è riuscita perfettamente a creare una amalgama di suoni, senza far minimamente rimpiangere la mancanza di una formazione più ampia, anzi, valorizzando al meglio la dimensione intimista, stralunata e a tratti malinconica del songbook dimartiniano.
Con quella voce un po’ così, lontanissima dai canoni tipici della bella voce pop, ma perfetta per cesellare i racconti del cantastorie palermitano.
Un’oretta e mezza di gran bella musica in un setting da urlo: cosa si potrebbe volere di più.
Narni continua a primeggiare su Terni su tutta la linea, e “Suoni Controvento” si conferma come una delle realtà maggiormente consolidate della vita culturale in questa regione.











