Una serata bellissima, sul filo dei ricordi, della nostalgia (era inevitabile) ma anche sull’allegria.
Morandi è stato protagonista assoluto, generoso, ha cantato per più di 2 ore e un quarto, dalla 21,11 alle 23,30, senza risparmiarsi. Sedendosi su uno sgabello, una sola volta, giusto il tempo di cantare “Canzoni stonate”, brano del 1980 scritto per lui da Mogol. E ha ricordato, in proposito, un aneddoto. “Una sera mi ha chiamato e mi ha detto che voleva fondare una squadra di calcio di cantanti e così andai a trovarlo al Toscolano, qui vicino. Per mesi abbiamo parlato solo di calcio fino a quando mi chiese ‘ma tu canti ancora?’ e mi propose “Canzoni stonate”.
Tutto è cominciato con “C’era un ragazzo che come amava i Beatles e i Rolling Stones”, uno dei più grandi successi di Morandi che compie proprio 60 anni e che da il titolo al Tour che lo sta portando nei palazzetti e che avrà un seguito estivo.
A Terni oltre 4 mila spettatori, il colpo d’occhio del PalaTerni era magnifico.
Nella sua lunga e splendida carriera, che ancora prosegue a 81 anni, Morandi ha cantato 608 canzoni “molte brutte, belle una ventina”, ha detto dla palco. Fra questa c’è sicuramente “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” con la quale ha fatto ballare la platea.
Una scaletta di successi, ne citiamo, a caso, qualcuno: “Occhi di ragazza”, “Se perdo anche te”, “La mia nemica amatissima”, “Un mondo d’amore , “Grazie perché”, “Bella signora”, “Se non avessi più te”, “Non son degno di te”, “La fisarmonica”, “Chimera”, “In ginocchio da te”, fino al recentissimo “Apri tutte le porte”, scritto per lui da Jovanotti e presentato al Festival di Sanremo 2024.
Uno die momenti più emozionanti della serata è stato quando Morandi ha reso omaggio al suo amico Lucio Dalla. Ha cantato due suoi pezzi, “Futura” e “Piazza Grande” e poi “Vita”, brano che insieme portarono al successo nel 1988, firmato Mogol-Lavezzi. Morandi, nella circostanza, ha ricordato il tifo comune per il Bologna e insieme vennero a Terni per un Ternana-Bologna.
Altro omaggio a Mina della quale ha cantato “Tintarella di luna”. “Lei era già famosa – ha ricordato – io ero un ragazzino, la conobbi il 1 maggio 1960 a Padova e mai avrei pensato che avremmo fatto delle cose insieme e che saremmo diventati amici. Quella sera mi avvicinai e le chiesi se potevo cantare ‘Tintarella di luna” e lei mi rispose ‘canta un po’ quello che ti pare”.
Prima del finale un siparietto simpatico con il 12enne Marco Sabatini che ha fatto salire sul palco.
Immancabili i selfie da postare sul suo canale official con il pubblico entusiasta alle sue spalle. E il finalissimo con “Scende la pioggia” con la quale vinse Canzonissima 1978 e “Banane e lamponi”.
Grandissimo Gianni Morandi, eterno ragazzo, senza età.











