Dice la vulgata che quella è stata la seconda, forse addirittura la prima centrale idroelettrica italiana. L’aveva costruita Brando Netti a Stifone. Ed ora la vorrebbe ripristinare Giorgio Maurini, leader indiscusso di energia alternativa. Un salto di sei metri, non una grande portata d’acqua, sufficiente però per illuminare tutte le case di Stifone. Dice, e allora? Il Comune fa orecchie da mercante e prima di dare un sollievo ai propri cittadini, ecco che la “promette” addirittura alla Università La Sapienza di Roma per dei progetti non ancora nemmeno esplicitati. Insomma, una delle contraddizioni dell’energia anche quella residua, che è sempre pregiatissima, che a parole si vorrebbe sfruttare ma poi iniziano i distinguo italiani.
Parlare con Giorgio Maurini di energia “alternativa” è un piacere perchè mette sul tavolo sempre novità. “Abbiamo realizzato una società cooperativa che si chiama Super Cer Nera Tevere e che sta mettendo insieme consumatori e produttori per sfruttare la legge che incentiva il fotovoltaico su tutto il territorio nazionale”. La Cer ha compiuto i primi passi cresce, piano ma cresce e sino ad ora i guadagni sono non grandissimi ma già ci sono e basterà davvero poco perchè quando le adesioni alla Cer cresceranno ancora un po’, l’aver aderito sarà un affare per privati ed aziende. Già ora i grandi consumatori di energia trovano sollievo dalla adesione al Cer, che sfrutta gli incentivi










