Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha emesso una ordinanza, su segnalazione della prefettura, di abbattimento delle piante di ligustro giapponese e potatura del leccio presenti in piazza Solferino. Nella segnalazione viene sottolineato che la folta vegetazione “limita l’irradiazione dell’impianto di illuminazione con formazione di zone connotate da scarsa visibilità”.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!L’ORDINANZA
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Sulla vicenda è intervenuto l’assessore all’ambiente della regione Umbria Thomas De Luca.
“Apprendo con profonda preoccupazione – scrive De Luca – del provvedimento che giustifica la rimozione di essenze arboree con la necessità di migliorare l’irradiazione dell’impianto di pubblica illuminazione e la visibilità dell’area. In una città come Terni, definita negli ultimi anni dal Sole 24 Ore come la più esposta al rischio ondate di calore in Italia, specialmente nei giorni di picco massimo delle attuali ondate di calore, ogni singola pianta rappresenta un presidio fondamentale per la salute dei cittadini. Sacrificare il verde urbano per sopperire a carenze di illuminazione, e non in presenza di oggettive situazioni di pericolo, è una scelta fuori da ogni logica”.
“Pur rispettando le prerogative delle autorità coinvolte, è necessario fare una distinzione netta tra il rischio reale per l’incolumità pubblica, come nel caso di alberature instabili o ammalorate, e le eventuali criticità legate alla visibilità notturna, non è accettabile che un taglio di piante non sia connesso a un effettivo rischio strutturale o biologico. Se la vegetazione limita la luce, la soluzione deve essere il potenziamento o il riposizionamento degli impianti illuminanti, non l’eliminazione del patrimonio arboreo. Utilizzare questioni di decoro urbano per interventi così drastici rischia di stabilire un precedente pericoloso”.
“Chiedo al sindaco di Terni di rivedere questa scelta – scrive ancora l’assessore De Luca – sono a disposizione per collaborare a soluzioni alternative, anche attraverso le competenze interne alla Regione ed ARPA Umbria per coniugare le sicurezza dei cittadini con una visione urbanistica moderna basata sulle cosiddette Nature Based Solution. In una fase di emergenza climatica, la priorità nell’intera regione deve essere la protezione dell’ambiente urbano. Rimuovere piante sane in pieno luglio, in aree urbane, piazze e parcheggi è un segnale che va nella direzione opposta a quella della tutela del territorio e del benessere delle comunità”.











