Ultimo appuntamento con Verdecoprente Umbria Fest domenica 24 maggio. “Visti dall’alto, il Paesaggio che siamo. Una passeggiata performativa”, è il titolo dello spettacolo che andrà in scena a Lugnano in Teverina.
Visti dall’alto / il Paesaggio che siamo, è una passeggiata performativa intorno all’aia di un casale di campagna, un cammino breve, non fisicamente impegnativo, ma reale e metaforico, concreto e immaginario allo stesso tempo, in cui lo spettatore è un viaggiatore, chiamato non solo a guardare, ma a confermare attivamente la propria presenza, di cui si fa testimone la fotografia, fissando per sempre quel ‘paesaggio che siamo’ che le si presenta davanti.
Il Paesaggio che siamo è stato il tema portante dell’articolato programma di spettacoli del Verdecoprente Umbria Fest 2025, curato da Associazione Ippocampo. Iniziato un anno fa, il progetto ha portato spettacoli di teatro, danza, musica e installazioni negli spazi più diversi in territori urbani e naturali, coinvolgendo nove comuni tra Amelia e Orvieto.
Visti dall’alto è uno spettacolo ‘storico’ di Roberto Giannini e Rossella Viti, portato anche in Europa (Visti dall’alto-partitura per due attori e una macchina fotografica), che viene ripreso ora, a passo lento, dopo dieci anni, e modificato per l’occasione. È ancora uno spettacolo? È una passeggiata? Certo da entrambi raccogliamo l’invito a offrire un’esperienza, a rinnovare lo sguardo sul mondo e dentro di noi. Di sicuro è un viaggio che si muove ri-organizzando il paesaggio in cui siamo immersi. Un’azione che ci rivela nuovi spazi e geografie, ma anche chi le attraversa, noi stessi.
Con la fotografia, vera e propria performer con cui nasce Visti dall’alto, che racconta, documenta, testimonia, e allo stesso tempo costruisce con noi il cammino. “Spettatore, tu che cerchi l’incerta traccia, sei tu che segni il percorso… Ti seguiremo, con i piedi nel verde e le mani sporche di terra, spostando mucchi di grano tra le acque della vita analogica, annusando colori, guarda giù guarda su, l’aria è ritagliata da voli di rondine. Eccoci, siamo il paesaggio che siamo, e a questo brindiamo!”










