Un bell’epilogo, una bella corsa, con l’incubo del maltempo che poi si è dissolto. Campo strapieno, tifo alle stelle, la Corsa all’Anello va in archivio con un tesoro di emozioni ma anche di esperienze poco pensabili. La squadra, comandata da Patrizia Nannini, ma con collaboratori validi tipo Elisa Emiri, è riuscita a mantenere il bello dell’anno scorso mettendoci del nuovo.
La gara al campo è sempre emozionante, svelta, veloce, con ribaltamenti incredibili. Con cavalieri al pari di Leonardo Piciucchi che ha fatto zero punti, lui un dominatore in altre occasioni. Ma questa è la corsa. E dire che prima dell’ultima tornata sembrava proprio Fraporta ad avere l’abbrivio per la vittoria. Gara spietata, devi fare sempre il massimo. Mezule alla fine della prima tornata era già fuori. Alla fine ha vinto Santa Maria, sembra quasi un dettaglio dal momento che è stata sempre in testa. Come le altre squadre anche gli arancio viola avevano un debuttante, Jacopo Matticari, il figlio del priore.
E’ stata bella la festa, bella e sicura, finalmente con un servizio d’ordine degno di questo nome, che ha fatto una deterrenza immediata verso chi aveva diverse intenzioni. Ma è la città ad aver vinto, il centro storico ad aver vinto: gli spazi disponibili per la festa sempre più importanti, i visitatori si spargono ormai verso piazza Caiola, si allarga l’interesse e sempre più si allargherà man mano che altre attività imprenditoriali sorgeranno.
Perché sempre per dire durante la festa è stato dato il via ad un ristorante, alle Suore di Sant’Anna, e a un paio di negozi di gastronomia varia lungo l’asse centrale. Dice: “Ma solo cibo?”. Sì, ma quello è, e dovrà diventare sempre più un aspetto della corsa, della città, che, a dispetto di chi ancora aspetta Godot , è già turistica per il suo massimo. Non può più crescere: è fisiologico. Un grande aiuto per una visita è stato dato dallo stradone Superconti – Suffragio: era nata come una strada (inutile) e si è dimostrato un parcheggio (molto utile). Bastava solo dirlo prima e tutti avrebbero capito.
Ora c’è ed anche lo Stradone può diventare solo più bello: una spruzzata di piante è stata messa a dimora, il sindaco aveva promesso che ancora altre ce ne saranno. Deve diventare un elemento caratteristico di Narni, sicuramente utile per situazioni come quelle della Corsa.











