Va in archivio una splendida edizione, la 49ma, del Palio dei Colombi. La vittoria, alla fine, è caduta nelle mani capienti della contrada Crux Burgi che è stata sempre avanti e non ha avuto grandi sussulti. Luca Paterni, il cavaliere narnese, ha condizionato la gara mettendola nella direzione voluta dalla Contrada. Ma è stata una bella festa piena di gente, che ha scelto Amelia anche per il fresco oltre che per il buon mangiare, per l’atmosfera piacevole, per l’immersione in un tempo medievale. Amelia può davvero contare su questa festa, che ha anche sfoderato un bellissimo Corteo storico, col sindaco nelle vesti del Podestà.
Bellissime le soluzioni tecnologiche per far vedere nei social quello che accadeva: riprese eccezionali, commenti fluidi, insomma la regia è stata davvero sul pezzo, rendendo la serata bella anche a chi non era potuto andare al “campo de li giochi”: il drone guidato con maestria ha davvero impreziosito la trasmissione, si vedeva che le mani erano di professionisti.
La parte da rivedere è parsa la gara: nessuna manifestazione può durare per cinque ore, una noia mortale, senza una sequenza, senza un pathos che leghi a quello che accade in campo. La stessa corsa equestre è davvero corta e non c’è mai l’esaltazione dei cavalieri o dei cavalli: tutto si definisce con grande casualità.
Le gare, dappertutto, si consumano in fretta: su tutti il Palio di Siena che si gioca in una manciata di minuti, anche la stessa Corsa all’Anello di Narni ha una tensione ed una velocità che appassiona gli spettatori. Alle una e mezza del lunedì gli spettatori, in campo o davanti alla tv, erano oggettivamente stremati. Sarebbe segno di intelligenza eliminare sovrastruzioni e rendere piacevole la presenza al campo, dopo che è piacevolissima nel Centro Storico.











