Un impianto da 500kw di cogenerazione e 500 normal metri cubi di metano, tutto quanto quello che si produce dall’azienda Ruffo, sulla Conca Ternana, lato Marattana. Tutto pronto, tutto collegato alle rispettive reti per portare avanti il ciclo continuo che parte dalle coltivazioni agricole e poi diventa energia per i cittadini, per le imprese.
L’impianto ha un brevetto svedese e prevede la incapsulazione di qualsiasi emissione senza puzze varie. Esempio di energia circolare, il secondo impianto in Umbria dopo quello costruito a Trevi quale esempio di energia circolare che sfrutta anche tutto quanto viene emesso dalle mucche da latte che si trovano in stalla. È un altro impianto che riesce a prendere l’energia che si sviluppa naturalmente dopo quelli costruiti sulla Flaminia, lato Keller che sono entrati in funzione nelle settimane scorse e che fa riprendere quella vocazione che aveva lanciato la provincia di Terni quale territorio con maggiore vocazione di produzione “verde e rinnovabile.
D’altra parte, il Nera sfrutta per ben cinque volte i salti del fiume, qualcuno, a Papigno, anche con grandissimi risultati energetici. Salti che producono alle fine una quantità impressionante di energia rinnovabile. Ora si cerca, sin qui con successo, di tirare fuori corrente e metano dalle lavorazioni agricole e di allevamento, prelevando i rifiuti che altrimenti sarebbero andati in atmosfera ad inquinare. Il progettista? Giorgio Maurini che si sta consolidando quale maggior esperto regionale nel recupero di energia verde











